Saturday, August 27, 2016

Sul fondo

Poco
giunge sul fondo
filtrato
dai mille giorni 
dalle mille notti

Quel poco
sono radi lacerti
che lì si posano.

Serviranno ad adornare
il corpo nudo,
quando, sul fondo,
ci sarà una festa
che non è domenica.

Friday, June 24, 2016

Thursday, February 18, 2016

19



19 puoi contarli nelle mani strette di due amanti
19 sono i richiami notturni dell'assiolo
19 respiri corrono nell'aria fredda del mattino.

A 19 anni
eri da poco uscito
dalla stanza dei giochi,
la tua adolescenza.
Lì fuori
ti hanno fatto trovare dei giochi avvelenati.
Si sa, a quell'età
già ti incollano la fototessera
su cognome, nome, data di nascita,
residenza, cittadinanza,
stato civile, professione,
ma ancor prima dei tuoi
19 anni
molto prima
hanno iniziato a suicidarti
oliando di lusinghe
il meccanismo a molla della tagliola
affinché vincesse l'oscenità del denaro
mentre la voce della fatina-boia
19 volte
recita nella vuota stanza
"il gioco d'azzardo può provocare dipendenza"
"il gioco d'azzardo può provocare dipendenza"
"il gioco d'azzardo può provocare dipendenza"

… i tuoi respiri non correranno nel mattino
per te l'assiolo ha smesso di cantare
e se i numeri potessero piangere
1 lacrima
tutti i numeri del mondo
quelle lacrime
non serviranno a contarle

Testo + disegni dedicati al ragazzo di 19 anni suicida per giochi d'azzardo poker sommesse online.

Tuesday, February 2, 2016

... quadri e illustrazioni di qualche tempo fa

Calle veneziana
U.p.s - illustrazione
Calle amor degli amici
M.d.s.d.a. - illustrazione



Monday, February 1, 2016

Eugénie Grandet dessinée par D.S.K

Daniele Scarpa Kos, Eugénie Grandet
Dipinto nelle collezioni del Museo Balzac - Parigi

Friday, December 18, 2015

gondola_pace ... dedicata a Valeria Solesin

Ho partecipato al Premio Murano della scuola del vetro Abate Zanetti con la rielaborazione di una mia precedente idea, la gondola_pace.
L'elaborato grafico del progetto è una variante realizzata a pastello sui toni rosso brillante e amaranto di un'idea originale già postata nel blog, originariamente uno schizzo veloce a pennarello nero.
Così ho pensato di rimettere la gondola_pace nel blog e, per questo fine anno, dedicarla alla memoria di Valeria Solesin.


Wednesday, September 30, 2015

1 mostra sulla Grande Madre a Venezia nel 2004 (prima di Massimiliano Gioni e Palazzo Reale)



>>> 1 mostra sulla Grande Madre creatrice (e non copiona) a Venezia nel 2004, gemella prematura di dieci anni di quella in corso ora a Palazzo Reale - Milano! Ovvero, quando l'underground arriva per primo. Le ufficiose/ufficiali istituzioni d'arte costituiscono una bolla separata di circuiti blindati e non rappresentano assolutamente l'evoluzione delle idee dell'arte italiana. Il loro è un potere che utilizza come metodo l'omissione di stato invece dell'informazione. Ecco il comunicato stampa della mostra “Matrioske” del 2004 al veneziano Spazio Ponte:
“La mostra è da leggere come un percorso di immagini poste una nell’altra similmente alle bamboline matrioske, serie di oggetti allineati in una prospettiva che trova punti di fuga all’interno, creando un illusorio scorcio rovesciato. 
Gli oli di Christin rappresentano volti e frammenti di corpi femminili ritratti in pose simmetriche, frontali, costruiti attraverso un uso analitico del dettaglio pittorico. Presenze che il lento procedere della pittura trasforma in mute suggeritrici che invitano lo spettatore ad un incontro di sguardi. 
E’ lo stesso occhio notturno e inquieto che pare generare le sirene di terra, le grandi madri scheletriche di Scarpa Kos. 
Alla matrioska dell’icona-volto-donna ne segue una seconda che frantuma l’identità femminile in un teatrino popolato da gotiche creature intente a inscenare pantomime: la grande madre scheletrica contiene una risata dai molti seni, la sirena anfibia cerca di sollevarsi da terra sbattendo le alette atrofizzate. Eppure nei loro sorrisi ironici ritroviamo la dissacrante nudità del quotidiano.
Un’altra matrioska è aperta. 
L'intreccio produce rimandi e assonanze: l’iconografia della dea-madre generatrice ma anche possibile distruttrice di ciò che rimane in suo dominio, la mise en abîme di una matrice visiva.
Il femminile contenitivo che crea e prevede la pluralità dei generi è svolto matrioska dopo matrioska, collocato in sequenza sulle pareti quasi a voler affermare, nella catena logica delle associazioni, una discendenza matrilineare dell’immagine.
Vernissage mercoledì 22 settembre 2004 ore 22. Dal 22 settembre al 22 ottobre 2004.
Orario: tutti i giorni tranne la domenica dalle 21.30 alle 23.30 ma a volte l'apertura si protrae fino alle due di notte e oltre”.

Sunday, June 28, 2015

Copertina x J.A.L.

Nuova copertina x J.A.L.
 Foto dell'illustrazione sul tavolo di lavoro

Monday, May 4, 2015

Les applaudisssements


Una illustrazione per Flammarion di un po' di tempo fa...

Tuesday, January 6, 2015

Monsieur P. Venise - Paris

>>>sto facendo dei ritratti a gessetto molto veloci. "Venise Paris - Monsieur J. P. D. " è quello di un letterato e collezionista francese.

Thursday, November 13, 2014

>>>ritratto - cerotti







>>>ritratto - cerotti
daniele scarpa kos 2014
disegno, cerotti applicati a parete

>>>adhesive bandages - portrait
drawing, adhesive bandages on wall

 
"Ritratto"
 
 
"Ritratto"
carboncino su carta, cerotti applicati a parete

Tuesday, September 2, 2014

>>>ordini architettonici remix

>>>su Archinect la mia rivisitazione degli ordini architettonici classici: dall'ordine Hot Dog all'ordine "Senza titolo" (citazione di un'opera di Giovanni Anselmo) e all'ordine "Bolle di sapone"

http://archinect.com/kosscarpakos/project/hot-dog-roller-skates-skull-architectural-orders


Sunday, August 24, 2014

Donna che mangi le frasi di un amore - Francesco Giusti

Alcuni anni fa, mentre lavoravo a degli studi su un dipinto dedicato a Gaspara Stampa (uno dei bozzetti lo vedete qui sotto) mi venne l'idea di commissionare una poesia a Francesco Giusti. Il soggetto del quadro è la poetessa che ingoia pagine dei suoi libri.


Donna che mangi le frasi di un amore

Masticando
al lume di una fiamma
lo stesso amore mai digerito,
hai mutato pelle mille volte al giorno.
Dall'eterno, lo slancio di un fuoco
hai ricevuto, e ne si divorata; mille e mille
mutamenti genetici nel giro di un istante
perché il tuo collo s'allungasse
perfetto sopra i libri,
tuoi, che rumini. Parola per parola,
metafora dopo metafora, la luna ha inondato
con un raggiare lento i luoghi più reconditi
del tuo stare. E non c'è cipria
che nasconda o attenui
la cercata sofferenza dolcemente amata
e poi respinta. Mangi, vomiti,
libri dove dici di un calore sorto,
palestra di dolore acuto,
mentre nella valle delle notti insonni
vai alla mattina che si indora,
che sonderai con la smisuratezza
dopo tanto vittoriosa del tuo collo,
nello specchio che ti attira
e ti ripudia, nel ricordo
che ti gratifica e spaura,
donna che rumini i libri,
tuoi, innamorata.

aprile 2011
per un lavoro di Daniele Scarpa Kos

Francesco Giusti

Tuesday, June 10, 2014

/////////// poster mostra architettura

///////////// il mio progetto grafico poster la mostra di architettura - Y. Friedman - realizzata in Spagna.


Lo trovate qui nelle due versioni di Madrid e Alcalà:
http://tranqui3.blogspot.it/2014/06/ldda.html

Tuesday, June 3, 2014

Calle veneziana


Calle veneziana, 2014. Dipinto con varianti di un soggetto di qualche anno fa...

Wednesday, March 5, 2014

"La Grande Bellezza" molto simile ai miei "Robert Star" - "Commedia dell'Arte Contemporanea"


Enzo Masi Galliandi, lo scrittore collezionista di arte


"Intervista a Bi" sulla rivista cartacea Exibart


Nel film "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino ho ritrovato numerose ambientazioni, personaggi, nomi, gag, dialoghi, musica simili - e talvolta identici - a quelli presenti nelle serie e mostre da me ideate che s'intitolano "Commedia dell'Arte Contemporanea" e "Robert Star a Venezia" realizzate tra il 2007 ed il 2011.
Anche tra i personaggi della "Commedia dell'Arte Contemporanea" c'è lo stesso nome Jep, nel pezzo da me scritto in occasione dell'invito al Padiglione Veneto della Biennale 2011; il brano della Carrà remixato da Sinclar, motivo chiave del film (pag 15 della sceneggiatura pubblicata da Skira), fa parte della surreale lista enumerata dal mio Jep, lista in cui troviamo un Conte Contemporaneo ed una Teodozja (il generale Teodosio a pag 174 della sceneggiatura?).

Passaggi simili tra la sceneggiatura e “Robert star a Venezia”

Il Romano de "La Grande Bellezza" (interpretato da Carlo Verdone) abita in un "malandato appartamento" di studenti dell'università dai baci lunghissimi, senza fine.
Romano dice che "Si sono conosciuti dieci giorni fa, all'Università. Sono dieci giorni che si baciano senza mai fermarsi" (pag 74).
Nella stessa scena del film Romano domanda a Jep: "Hai mai contato tutte le donne con cui sei stato?". Jep: "A te so' sei Roma'. Te le ho presentate tutte io". 
Episodio assai simile a quello dell'appartamento delle sei studentesse dell'università in "Robert Star a Venezia": 
"Entra in un appartamento di studentesse dell'università, sei ragazze abbandonate dal loro coinquilino che era il fidanzato di tutte. Robert viene preso immediatamente di mira dal gruppo (in crisi di astinenza di baci), tenta di andarsene ma le studentesse lo rapiscono baciandolo a turno tutto il pomeriggio".

In "Robert Star" il bambino artista di "sette anni" K.M.M. che ha "mangiato troppe merendine" espone alla Biennale di Venezia "intento a disegnare sui muri delle grandi merendine colorate" e regala a Robert uno "scatolone di caramelle".
Nella "La Grande Bellezza" la "bambina pittrice" (pag 122) "che stava mangiando i bignè" artista prodigio Carmelina "dipinge con le mani su un muro bianco del salone lungo sei metri", "impiastriccia i colori sul muro", "scaraventa un barattolo di pittura contro un muro" dinnanzi ai "più importanti galleristi d'Europa". "Qualche esperto sussurra che è molto meglio di Pollock".
Carmelina, figlia di "due della Basilicata" (pag 119), dice "... anche io sono una bambina" (pag 120).
Inoltre anche il comunicato stampa della mia mostra "Robert Star" contiene una Carmela "regista teatrale di Napoli". Mette in scena il suo spettacolo musicale come il Romano interpretato da Carlo Verdone che recita accompagnato da un "chitarrista classico" (pag 142).

Nelle feste del film troviamo "quattro paparazzi" (pag 18), il poeta Paf, il cardinale-chef Bellucci caratterizzato dalla ripetizione di ricercate ricette (pag 170, 196, 202), Romano "timido e impacciato" (pag 16) e "tripudi trasversali di tatuaggi" (pag 13). Nella festa del collezionista sono "tutti molto eleganti, con diverse, diffuse punte di stravaganza, come si confà all'ambiente di coloro che si occupano d'arte contemporanea" (pag 111). Dadina dirige il giornale in cui scrive Jep.
In "Robert Star" il protagonista viene invitato ad un "party affollato di eccentrici e creativi" tra cui Cicci-Impacci "tormentato da amletici dubbi sulle correnti artstiche contemporanee" e "Paparazza, fotografa di performance" - "Paparazza documenta la scena scattando una foto"; nella stessa storia compaiono Ute, poetessa tedesca "appassionata di tatuaggi" con "tutto il corpo tatuato", ed Egle, la vedova ottima cuoca e Robert è da lei "obbligato a seguire lezioni di cucina, inframezzate da nostalgici racconti".  Il personaggio di Paparazza ricompare in altri miei scritti successivi quale amica di Gossy, fondatrice di una rivista d'arte.
Anche nel mio testo vi sono analoghe incongrue inserzioni di vocalità operistica (Bocelli) e alcuni indiani cantano la canzone napoletana.
Il giovane sovrappeso K.M.M. si sposta su un barcone apposito; la ricca signora di duecento chili presente nella sceneggiatura arriva alla festa in elicottero (pag 165).

"Robert Star" ha sullo sfondo un'altra città d'arte, Venezia, luogo diviso tra gli splendori monumentali "seguendo il Canal Grande", tradizioni secolari "Robert sale in gondola", "Toto il gondoliere" e il commercio del banale tipo "negozio strapieno di fragilissimi souvenir" e bed & breakfast trasformati in "Bridge & Breakfast". La poetessa tedesca Ute ha conquistato "turisti e turiste”.
Dal film:
Jep: "I migliori abitanti di Roma sono i turisti" (pag 50), “Un gruppo di turisti giapponesi” (pag 11), "in uno di quei gazebo per turisti ricchi" (pag 81).
La città più bella del mondo” (pag 11), "Il famoso spioncino ... attraverso il quale s'incastona alla perfezione, la vista della cupola di San Pietro" (pag 126), "Palazzo Barberini" (pag 127), "Chiostro del Bramante" (pag 68), "Villa Medici" (pag 128).
In un simmetrico gioco di contrasti, a Venezia "persino gli squatter (...) si adattano a vivere in albergo", tanto che Robert lo scambia erroneamante per una casa occupata, mentre nel film Suor Maria pernotta all'hotel Hassler a Trinità dei Monti, ma "lo trova scomodo" e "dorme sempre a terra, in un giaciglio di cartone" (pag 197).
L'artista americano Kory Mario Mix espone alla Biennale un'installazione di 5000 merendine e regala caramelle.
Nella sceneggiatura (pag 161) l'artista americano Ron Sweet (sweet in italiano si traduce caramella) espone al MAXXI un'installazione con 20000 fotografie. 

Personaggi

La contessa Colonna (pag 196) dalla "faccia affranta, al limite dello sconforto", "malinconia congenita, assoluta, che attraversa il volto della contessa Colonna", "Lei, sempre triste" e "ancor più triste prende a guardare fuori dal finestrino" o "annuisce mesta", "Lei sfoggia un sorriso triste", "La contessa non può fare a meno di guardare con nostalgia quello stemma. Il conte se ne accorge e cerca di distrarla".
La mia Tristolina in "Chi ha paura del Barista & Artista?" dalla "faccia truccata come un emoticon triste" esclama "Oooooops! Mi ero intristita un attimo" oppure "Troppe chiacchiere oggi. Mi hanno intristita", "Ah sì, mi ero distratta. Mi sono lasciata prendere dalla tristezza, scusate".

Lo scrittore Galliandi (del mio sketch "Conferenza"), il cui ritratto-illustrazione è molto somigliante a Gambardella, colleziona arte contemporanea, fa citazioni snob o grottesche "Extraordinaire, divebbevo a Pavigi", dialettali "El soito sguavatacaneabvi, divebbevo a Sacca Fisola", veste un "completo vaniglia". Un dandy. 
Jep Gambardella veste un "completo beige" (pag 97) o "completo estivo di lino bianco", frequenta il mondo dell'arte contemporanea, motteggia "Andrea, come diceva Nando Martellini: uno a zero per voi" (pag 105), parla francese "l'appuntamento mondano par exellence" (pag 130) e in dialetto napoletano "Ma cumm' si' strunz!" (pag 167).

La situazione dell'intervista surreale all'artista dalla bizzarra poetica Talia Concept c'è anche in "Intervista a Nick Boomato" (Commedia dell'Arte Contemporanea) dove il giornalista della rivista MousseCream chiede al pittore Boomato sulla sua idea di "accumuli" del "Boom-beng conseguenza del big bang che ha dato origine al cosmo; gli scienziati riescono ad ascoltarne l'eco in FM nelle radio private, tra una canzone e l'altra", che nel film sono "vibrazioni" e "radar per intercettare il mondo", con alcuni passaggi speculari nella sceneggiatura:

- Nick "seduto in posa michelangiolesca su un alto sgabello", Jep Gambardella "su uno scomodo sgabellino, penna e taccuino in mano" (pag 37)
- Nick "Stop! Fasa partenza! Ma che domanda è?", Talia "Senta, siamo partiti male" (pag 39)
- Nick "Non hai capito niente!", Talia "Non ho bisogno di spiegare un cazzo
- MC "ho letto la sua teoria sugli accumuli platonici... ce la può spiegare "meglio"?", Jep Gambardella "... cosa intende per vibrazioni?" e "Santo cielo, signora, cos'è una vibrazione?"
- Nick "... ascoltarne l'eco in FM nelle radio private", Talia "perché non si calma e si sintonizza sulla mia frequenza poetica?" (pag 38).
- MC "la mia ragazza è all'estero da tre settimane e quindi...", Talia "Perché non la lascia parlare del suo fidanzato col quale fa l'amore undici volte al giorno" (pag 39)
- Talia "Talia Concept ci tiene all'intervista", Nick "Ora che siamo in posizione possiamo iniziare l'intervista!"

- Nick "Mangiati la tua MousseCream riscaldata". 
Nella scena successiva del film Dadina legge l'intervista e offre a Jep Gambardella del riso riscaldato sottolineando che "Il riso scaldato è sempre meglio di quando lo hai appena cucinato" (pag 142). "Dadina sta scaldando del riso al sugo" (pag 142). Più tardi (pag 183 - 184 - 185) Jep e Dadina consumano un "minestrone riscaldato". Dadina: "appena finisci il minestrone ho una notizia da darti".
Il mio pezzo presenta il medesimo mix di italiano e romanesco del film - NicK "Oj! Porteme er caffè!"

La ricca Orietta "Non sa se ridere o essere delusa. Finisce per ridere delusa" (pag 58).
La mia Kappa-gnacca "è triste o felice? Guardandola in faccia non si capisce. Mesta allegria? Felice disillusione?".
Per Dadina "Il vecchio è meglio del nuovo"; per Deja vu "Niente di nuovo, tutto vecchio - ma sicuro!"
Esso fa parte - con Enzo Masi Galliandi, Jep, Tristolina e molti altri - della fauna che frequenta gallerie, party, cene e vernissage, quella che ho definito la Boh!-Hemm, la nuova Bohème di oggi. 
La medesima ambientazione, che in "Robert Star" ha sullo sfondo un'altra città d'arte, Venezia.

Dalla "Grande Bellezza": "Il deejay appronta l'inferno" (pag 15), "Il deejay cambia pezzo", "Un'altra, ossessiva musichetta e questa volta è Jep, ridanciano, che conduce il trenino infinito" (pag 156), "Gli ospiti ballano divertendosi in modo esagerato", "un deejay di Milano" (pag 13).
Il collezionista Lillo De Gregorio organizza performance artistiche alla sua festa danzante che viene dettagliatamente descritta ritraendo con pennellate caricaturali vari personaggi (pag 111, pag 118). Il party-compleanno di Jep occupa una lunga scena del film (pag 13-22).
Il ritmo pulsante della musica da discoteca metafora di un presente accelerassimo e sfuggente accompagna anche l'intero progetto "Commedia dell'Arte Contemporanea" fin da "Intervista a Bi, curatore di Italo-disco-70 al Palazzone".
Il critico Bi risponde "E se parlo di groove mi viene da ballare, già scodinzolo, mi si muove la coda, vorrei fare un can-can" e "Funziona per far ballare la pista", "come tutti gli italo-disco-emigranti".
Dal pezzo "Conferenza": "... smercio le mie opere dove capita. Ai grandi raduni, ai rave-party: una pacchia. Lo sai chi sono i galleristi che preferisco? I DJ!"
Brani musicali disco contrappuntano i testi di molte scenette da me scritte.

Dialoghi, situazioni


Prima del funerale, nel "negozio lussuoso di abiti" (pag 129) "come se ci trovassimo in una di quelle gallerie d'arte moderna" (pag 129) Jep dice a Ramona che indossa un "bellissimo abito nero e sobrio": "Bello, ma proverei anche l'altro" (pag 130) e "Questo è decisamente il vestito giusto" (pag 131).
Jep: "A un funerale si va in scena" (pag 130).
Il tema della morte cinicamente accostata ad una sfilata fashion è presente nel mio pezzo "Chi ha paura del Barista & Artsita?" in cui, dopo la recente scomparsa del pittore Elio Vedovo "morto fresco di giornata", "completamente morto" e "duro come uno stoccafisso" all'obitoriotre critici simulano con tono cantilenante una specie di rito funebre e discutono sul colore della mise da indossare abbinandola alle opere del vernissage della sua mostra retrospettiva.
Tristolina: "Non potresti indossare il tailleur che avevi al Premio Furba?", inoltre la cinica X Dragon Lady boccia un'opera dell'artista Elio Vedovo perché "Stona con la gonna beige plissettata che voglio indossare al vernissage". 

Jep Gambardella: "Molti pensano che un funerale, in virtù dei suoi aspetti emotivi ed emozionali, sia un evento casuale, privo di regole (...) non bisogna mai piangere. Perché non si deve rubare la scena ai parenti. Questo, non è consentito. Perché è immorale" (pag 132).
Il mio Strappalacrime 02: "Uomo tutto d'un pezzo, rigorosissimo, granitico. (...) A zonzo per i musei (...) Veste di nero, guarda sempre avanti impettito e dritto come un palo.(...) Le lacrime sono per 0.2 uno spettacolo osceno, sconcezza d'emotività esibita, plateale mancanza d'autocontrollo". 

La gag del prezzo finale (pag 189) ripetuto nella la scena del chirurgo estetico "Settecento, settecento", "Sono settecento, fattura o ricevuta?" è analoga a quella scritta da me su "Italics" intitolata "Intervista a Bi", segnalata dalla rivista Exibart nel 2008: "50 euro" - "50 euro".

Ancora in "Intervista a Bi":
"Dalla mia passione per gli anni Settanta: lotta di popolo, assemblee, revolution-revolution. Io li ho visti nei film e le assicuro che sono stati una rivelazione. Allora gli italiani sapevano quello che volevano, invece oggi come oggi questo paese è un frullato che non sa di niente: tanto fumo e niente canne. Nei Settanta c’era un groove… 50 euro".
Un passaggio analogo de "La Grande Bellezza" (pag 75): 
"Stefania: (...) Non hanno nessuna vocazione civile. Io, da ragazza, a Lettere occupata, grondavo vocazione civile.
Jep: Tu grondavi vocazione civile?
Stefania: Sì, perché?
Jep: Lasciamo perdere.
Stefania: Ma che ne sai tu? Negli anni Settanta tu stavi a Napoli a fare il vitellone e a scrivere il tuo unico romanzetto”.
D'altra parte la formula "intervista", fondamentale nei miei scritti, ritorna spesso nella trama dell'opera di Sorrentino.
Da "Intervista a Bi":
"Vede, quando mi sono trasferito in USA in cerca di fortuna con la valigia di cartone e i quadri di cartone come tutti gli italo-disco-emigranti, ho incontrato a Ellis Island un sacco di amici artisti. Ragazzi poveri, simpatici straccioni"
"La Grande bellezza":
Stefania: (pag 74 - 75) "Questa generazione di giovani mi fa orrore. Mantenuti per anni da questo Stato, appena scoprono di avere due neuroni, prendono e vanno a studiare in America".

Nello sketch "Chi ha paura del Barista & Artista?":
"X Dragon Lady: Già, il nome... D.S.Kos. Kos: kos'è? Il nome di un pappagallo? Un cacatua?
Tristolina: Cacamia?
X Dragon Lady: No cacamia, cacatua!"
Tristolina: Cacasua?"
Nella "Grande Bellezza" (pag 46):
"Lello: Tu sai come la chiamo Viola?
Orietta: No. Come la chiami?
Lello: "Nonfalacacca".
Orietta: Non ho capito.
Lello: La chiamo "Nonfalacacca". Nel senso che è sempre perfettina".

Dallo sketch "Bloghete-bloghete":
G.Buzz: "Un Bla-bla-bla senza capo né coda".
Jep Gambardella: “Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla”, ed anche "Prima, però, c'è stata la vita. Nascosta sotto il bla bla bla" (pag 217).

Al Pina: "Tu-tanga-men, lo spogliarellista egiziano marito della ballerina Anny Tettanta. Li ho incontrati al karaoke".
Nel film vediamo Jep che incontra in un locale Egidio e sua figlia, la stripper Ramona che “ha 42 anni e vuole fa' lo spogliarello raffinato” (pag 86).

Al Pina: "Alla nostra età si sta su a colpi di bisturi e Gerovital" (vedi scena del film con Alfio Bracco - pag 186).
G.Buzz "Tenente Al Pina, è andata dal sarto?"
Jep "No, mi chiedevo, il vestito se l'è fatto fare da Cattelani, il sarto?" (pag 30)

Dallo sketch "Conferenza":
Alejandra: "Hai il bernoccolo del centometrista?"
Jep/Grande Bellezza: "Ero uno scrittore da scatto breve. Un centometrista. Col fiato corto" (pag 109).

L'unica citazione poetica della "Commedia dell'Arte Contemporanea" riguarda gli assurdi versi che un poeta sperimentale del Gruppo 69 avrebbe dedicato a Baffutababy "Baffuta su. Baffuta giù"
Jep cita i versi pretenziosi del poeta Paf "Su con la vita, giù con la reminiscenza" (pag 47).

Romano dice a Jep: "Io ho già firmato. Ho preso 1500 euro di anticipo. Ne avevo bisogno per pagare l'affitto" (pag 45).
Dal mio "Dizionario di Kos-slang" (segnalato dalla rivista Exibart):
"Mario Picture s. Dipinto realizzato e venduto velocemente per riuscire a pagare in tempo l'affitto e altre scadenze imminenti"

Nella cena con la Santa, i nobili Colonna di Reggio si fingono gli Odescalchi. 
Nel "Dizionario di Kos-slang":
Gack dinner - raccontar balle durante una cena di lavoro". 

Dadina dirige un giornale come la mia Gossy fondatrice di una rivista "che riporta i segreti incoffessabili di artisti, collezionisti e critici" e "con la sua amica Paparazza organizza movimentate serate all'insegna di pettegolezzi e maldicenze" - vedi  il cicaleccio pettegolo delle mondane serate del film.

I miei scritti e disegni risalgono ad alcuni anni fa come certifica la cospicua documentazione esistente: comunicati stampa di mostre, riviste, cataloghi, siti d'arte, il mio blog.



Segnalazione su Exibart "pagare in tempo l'affitto"


Il mio post del 2009 su Exibart dove ringrazio la redazione e presento il progetto






il comunicato stampa di "Robert Star in Venice" del 2007 (da un sito web)


I testi della "Commedia dell'Arte Contemporanea" simili al film:
una mostra, sei sketch e due altri brevi testi.

il testo definitivo di "Robert Star" (2009)
http://cri-tic-ah.blogspot.it/2009/02/robert-star-venezia.html

il comunicato stampa della mostra "Robert Star" del 2007
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?preview=si&idelemento=42867

- sei sketch

Conferenza
http://cri-tic-ah.blogspot.it/2010/11/conferenza.html

Intervista a Nick Boomato